';

La competizione delle imprese passa per i macchinari innovativi

Delocalizzare sì, ma per avvicinare i prodotti ai consumatori: l’innovazione ribalta i parametri. E oltre a semplificare la vita delle imprese, a migliorare i processi e a renderli più sostenibili e efficienti, favorisce un modello di sviluppo in linea con le mutate esigenze del mercato. In tanti ci hanno creduto, come testimoniano i dati dei progetti presentati al bando sui macchinari innovativi lanciato dal ministero dello Sviluppo Economico nel 2020. Quasi 400 le domande presentate, con una richiesta complessiva pari a 360 milioni di euro, ben superiore alla effettiva disponibilità. Questo aspetto, ovvero l’adeguata dotazione di risorse, è ormai troppo frequentemente un limite alle iniziative promosse. Occorrerebbe maggiore attenzione nell’individuare dotazioni coerenti con le capacità di assorbimento. Il cosiddetto tiraggio delle misure, per non deludere le aspettative delle imprese.

Il webinar di CNA e Mise

I dati sono stati presentati in occasione del webinar organizzato dal Mise in collaborazione con CNA e Nola Business Park Innovation Hub. “Innovazione e sostenibilità per la ripresa” il titolo scelto per l’incontro, con un occhio all’esperienza passata e l’attenzione verso i progetti in cantiere. Nel corso del webinar sono stati infatti presentati due nuovi bandi allo studio del Mise e di Invitalia. Un nuovo intervento sui macchinari innovativi e un altro a sostegno dell’industria del tessile, della moda e degli accessori. Nel corso del webinar si sono alternati i rappresentanti del Mise e di Invitalia. Per CNA è intervenuto il responsabile del dipartimento Politiche Industriali, Mario Pagani e il presidente di CNA Hub 4.0 Campania Nord, Enrico Vellante.

Le imprese scelgono tecnologie abilitanti

Le due misure che saranno lanciate nei prossimi mesi promettono alle micro e piccole imprese opportunità importanti di investimento. Il bagaglio di esperienza raccolto fino a oggi è fondamentale per comprendere come il mondo delle imprese si sta muovendo rispetto a questo universo in continua trasformazione. Legato a tecnologie abilitanti che permettono di affidare ai robot compiti molto complessi, con livello di autonomia, adattabilità e sicurezza crescenti. Soluzioni strettamente connesse all’Internet delle cose e all’icloud. Tanti i progetti presentati nella scorsa edizione, legati ad esempio all’additive manufacturing, ai robot collaborativi e ai big data analytics, che si inseriscono nel solco del confronto sul Next Generation Eu.

Le misure a sostegno delle imprese e del Mezzogiorno

“La fase è difficile, ma non si possono lasciare indietro le imprese che hanno in animo di investire e di continuare a crescere” ha osservato Pagani. “Il tema della strumentazione è centrale, ed è su questo che dobbiamo concentrare i nostri sforzi per informare le imprese di tutte le opportunità che oggi sono a disposizione”. Pagani ha ricordato, tra le altre cose, i provvedimenti di sostegno per il Mezzogiorno, come quelli di decontribuzione e l’innalzamento del limite di età per le agevolazioni “Resto al Sud”. E ancora: la proroga del credito di imposta per gli investimenti in R&S, il sostegno delle risorse per il Fondo di Sviluppo e Coesione. “Molto importanti anche gli interventi di sostegno previsti nella Legge di Bilancio alle p.a. del Mezzogiorno, per garantire l’idoneo accompagnamento alle imprese che intendono beneficiare di queste agevolazioni” ha aggiunto Pagani.

Interventi a misura di pmi

Ma chi sono i destinatari delle misure allo studio del Mise? Innanzitutto micro e piccole imprese, ma anche liberi professionisti che nel corso degli anni, spiegano i tecnici del ministero, hanno mostrato di voler aprirsi all’“ecosistema innovativo”, a giudicare dal salto avanti qualitativo dei progetti presentati. E dall’attenzione crescente all’economia circolare, al centro di molti progetti ispirati a processi produttivi di riuso di scarti di lavorazioni. Nell’ottica di una decrescente dipendenza da fonti energetiche di origine fossile. La filosofia stessa della stampa in 3D va in questa direzione: mentre i sistemi tradizionali presuppongono la necessità di scartare materiale, per produrre modelli, oggi la stampa tridimensionale li utilizza in modo efficiente, senza sfridi e parti fallate limitate.

In questo percorso è fondamentale il ruolo delle associazioni che entrano in gioco in una fase di valutazione accurata, caso per caso, dei bisogni tecnologici delle singole imprese. Superata questa fase, il percorso è complesso, ma tutto in discesa.

Consiglia
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIN
  • Pinterest
Condividi