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Credito d’imposta per attività di R&S

Credito d’imposta per attività di R&S

 

Credito d’imposta del 25% della spesa incrementale per gli investimenti in attività di R&S.

L’importo massimo annuale riconosciuto è pari a 10 milioni di euro per ciascun beneficiario.

La soglia minima di spesa in attività di R&S deve essere pari, almeno, a 30 mila euro in ciascun periodo di imposta in relazione al quale si intende fruire dell’agevolazione.

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L’agevolazione riguarda gli investimenti in attività di R&S effettuati a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2020.

Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 25% della spesa incrementale ossia, della spesa in attività di R&S sostenuta in eccedenza rispetto alla media di quella realizzata nei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015. 

Il credito d’imposta si applica nella misura del 50%  sulla parte dell’eccedenza proporzionalmente riferibile alle spese indicate ai punti a) e c) del paragrafo “costi ammissibili”, rispetto alle spese ammissibili complessivamente sostenute nello stesso periodo d’imposta e nella misura del 25% sulla parte residua.

Per le imprese in attività da meno di tre periodi di imposta la media degli investimenti in attività di R&S da considerare per il calcolo della spesa incrementale è calcolata sul minor periodo a decorrere dal periodo di costituzione.

L’importo massimo annuale riconosciuto è pari a 10 milioni di euro per ciascun beneficiario. La soglia minima di spesa in attività di R&S deve essere pari, almeno, a 30 mila euro in ciascun periodo di imposta in relazione al quale si intende fruire dell’agevolazione.

  • Tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa (imprese, enti non commerciali, consorzi e reti d’impresa), indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione e dal settore economico in cui operano
  • Imprese italiane o imprese residenti all’estero con stabile organizzazione sul territorio italiano che svolgono attività di Ricerca e Sviluppo in proprio o commissionano attività di Ricerca e Sviluppo
  • Imprese italiane o imprese residenti all’estero con stabile organizzazione sul territorio italiano che svolgono attività di Ricerca e Sviluppo su commissione da parte di imprese residenti all’estero.

(Nel caso di soggetti residenti commissionari che eseguono attività di R&S per conto di imprese residenti o localizzate all’estero rilevano esclusivamente le attività di R&S svolte direttamente e in laboratori o strutture situati nel territorio delle Stato italiano).

Possono essere beneficiarie dell’agevolazione anche le imprese costituite successivamente al periodo d’imposta in corso al 31.12.2014.

  1. Lavori sperimentali o teorici volti all’acquisizione di nuove conoscenze senza che siano previste applicazioni o usi commerciali diretti
  2. Attività di ricerca o di indagine volte ad acquisire nuove conoscenze per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o migliorare prodotti, processi o servizi esistenti
  3. Acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale (e di altro tipo) allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. Può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi o servizi; tali attività possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, inclusi gli studi di fattibilità (che possono essere condotti anche in altre fasi della ricerca), purché non siano destinati ad uso commerciale
  4. Produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali

Le attività di R&S ammissibili possono essere svolte anche in ambiti diversi da quello scientifico e
tecnologico (es. storico, sociologico etc…).

Non si considerano attività di ricerca e sviluppo le modifiche ordinarie o periodiche apportate a prodotti,  linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi  esistenti, anche quando tali modifiche rappresentino dei miglioramenti.

a)          Spese per personale dipendente titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, direttamente impiegato nelle attività di R&S

a-bis)   Spese per personale titolare di un rapporto di lavoro autonomo o comunque diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegato nelle attività di R&S

b)          Quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l’attività di R&S e comunque con un costo unitario non inferiore a 2.000 euro al netto dell’IVA; l’ammortamento rilevante è sempre quello ordinario o tabellare applicato al costo sostenuto per l’acquisto o la produzione del bene, al lordo dei contributi ricevuti. Non rilevano i super – ammortamenti (legge di stabilità 2016)

c)           Spese relative a: contratti stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati per il diretto svolgimento delle attività di R&S ammissibili al credito d’imposta; contratti stipulati con imprese residenti rientranti nella definizione di start up innovative (art. 25 DL 179/2012) e con imprese rientranti nella definizione di PMI innovative (art. 4 DL 3/2015) , per il diretto svolgimento delle attività di R&S ammissibili al credito d’imposta a condizione che non si tratti di imprese appartenenti al medesimo gruppo dell’impresa committente

c-bis)    Contratti stipulati con imprese diverse da quelle indicate nel precedente punto,per il diretto svolgimento di attività di R&S ammissibili al credito d’imposta a condizione che non si tratti di imprese appartenenti al medesimo gruppo dell’impresa committente

d)           Competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne

d-bis)    Materiali, forniture e altri prodotti analoghi, direttamente impiegati nelle attività di R&S anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota relativi alle fasi della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale (punti b. e c., paragrafo “Tipologia di attività di R&S ammissibili”). Se però l’inclusione del costo di questi beni tra le spese ammissibili comporta una riduzione dell’eccedenza agevolabile tale, la presente lettera non si applica.

Le spese sostenute possono riguardare anche progetti di R&S avviati anteriormente al periodo di imposta in corso al 31.12.2014.

Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione, subordinatamente all’avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione previsti, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui sono stati sostenuti i costi.

Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa devono risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti.

A decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018:

Per le imprese non obbligate alla revisione legale dei conti, la certificazione è rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti. Per queste ultime imprese, le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione sono riconosciute in aumento del credito d’imposta, per un importo non superiore a 5.000 euro, fermo restando il limite massimo annuale di 10 milioni di euro .

Ai fini dei successivi controlli, le imprese beneficiarie del credito d’imposta sono tenute a redigere e conservare una relazione tecnica che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività di R&S svolte in ciascun in ciascun periodo d’imposta. Tale relazione, nel caso di attività di R&S organizzate e svolte internamente all’impresa, deve essere predisposta a cura del responsabile aziendale delle attività di R&S o del responsabile del singolo progetto e deve essere controfirmata dal rappresentante legale dell’impresa. Nel caso in cui le attività di R&S siano commissionate a soggetti terzi, la relazione deve essere redatta e rilasciata all’impresa dal soggetto commissionario che esegue le attività di R&S.

Il credito d’imposta è cumulabile con:

  • Superammortamento e Iperammortamento
  • Nuova Sabatini
  • Patent Box
  • Incentivi alla patrimonializzazione delle imprese (ACE)
  • Incentivi agli investimenti in Start up e PMI innovative
  • Fondo Centrale di Garanzia
  • 3, Decreto Legge n. 145 del 23.12.2013 (convertito con Legge n. 9 del 21.02.2014)
  • 1 co. 35, Legge n. 190 del 23.12.2014 (che ha sostituito le disposizioni precedenti)
  • Decreto MEF del 27.05.2015 (G.U. n. 174 del 29.07.2015)
  • Circolare A/E n. 5 del 16.03.2016
  • Art 1, co. 15-16 Legge n. 232 del 11.12.2016 (Legge di Bilancio 2017)
  • Circolare A/E n. 13 del 27.04.2017
  • Art. 1, co. 70-72 Legge n. 145 del 30.12.2018 (Legge di Bilancio 2019)
  • Circolare A/E n. 8 del 10.04.2019, par. 3.1
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