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Credito d’imposta Formazione 4.0

Credito d’imposta «Formazione 4.0»

La legge di bilancio 2020 proroga e rifinanzia per 150 milioni di euro l’incentivo, finalizzato a sostenere gli investimenti delle imprese nella formazione del personale sulle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologia e digitale. La manovra, inoltre:

– rimodula il beneficio in relazione alle dimensioni di impresa, con un’aliquota del 50% per le piccole imprese (nel limite massimo annuale di 300mila euro), del 40% per le medie imprese e del 30% per le grandi imprese (nel limite massimo annuale di 250mila euro);

– elimina l’obbligo di stipula e deposito dei contratti collettivi aziendali o territoriali;

– include gli Istituti tecnici superiori fra i soggetti abilitati ad erogare la formazione.

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Incentivo volto a stimolare gli investimenti delle imprese nella formazione del personale sulle tecnologie 4.0, rilevanti per la trasformazione tecnologia e digitale delle imprese.

L’ultima manovra di bilancio rifinanzia e proroga per il 2020 la misura, introducendo alcune novità, fra cui: la rimodulazione dei limiti massimi annuali, l’eliminazione dell’obbligo di stipula e deposito dei contratti collettivi aziendali o territoriali e l’inclusione degli ITS fra i soggetti abilitati ad erogare la formazione.

Il credito d’imposta è riconosciuto, per le spese di formazione sostenute nel periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, in misura pari al:

  • 50% delle spese ammissibili alle piccole imprese, nel limite massimo annuale di 300 mila euro;
  • 40% delle spese ammissibili alle medie imprese, nel limite massimo annuale di 250 mila euro (50 mila euro);
  • 30% delle spese ammissibili alle grandi imprese, nel limite massimo annuale di 250 mila euro (+50 mila euro).

L’aliquota del credito d’imposta è aumentata al 60% per tutte le imprese, fermi i limiti massimi annuali, se i destinatari delle attività di formazione ammissibili rientrano nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o ultra svantaggiati come definite dal decreto MLPS del 17 ottobre 2017.

Tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato – comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti – indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione aziendale, dall’attività economica svolta, dal regime contabile adottato e dalle modalità di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Il credito d’imposta non si applica alle:

  • imprese in difficoltà, così come definite dall’ 2, n. 18 del Regolamento Ue n. 651/2014;
  • imprese destinatarie delle sanzioni interdittive di cui all’articolo 9, co. 2, D.Lgs n. 231/2001, ovvero:
  1. interdizione dall’esercizio dell’attività;
  2. sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito;
  3. divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere un pubblico servizio;
  4. esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi ed eventuale revoca di quelli concessi;
  5. divieto di pubblicizzare beni o servizi.

La fruizione del beneficio è subordinata al fatto che l’impresa non sia destinataria delle suddette sanzioni interdittive e risulti in regola con le norme di sicurezza nei luoghi di lavoro e con gli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Sono ammissibili al credito d’imposta le attività di formazione finalizzate all’acquisizione o al consolidamento, da parte del personale dipendente dell’impresa, delle competenze 4.0 nelle seguenti tecnologie funzionali ai processi di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese:

  1. big data e analisi dei dati;
  2. cloud e fog computing;
  3. cyber security;
  4. simulazione e sistemi cyber-fisici;
  5. prototipazione rapida;
  6. sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA);
  7. robotica avanzata e collaborativa;
  8. interfaccia uomo macchina;
  9. manifattura additiva (o stampa tridimensionale);
  10. internet delle cose e delle macchine;
  11. integrazione digitale dei processi aziendali.

Per personale dipendente si intende:

  • il personale titolare di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato;
  • il personale titolare di un rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato;
  • il personale titolare di un contratto di apprendistato.

Il credito d’imposta si applica anche se alle attività di formazione partecipano altri collaboratori non legati all’impresa da contratti di lavoro subordinato o di apprendistato.

Sono ammissibili le spese relative al personale dipendente impiegato come discente nelle attività di formazione ammissibili, limitatamente al costo aziendale riferito alle ore o alle giornate di formazione.

Per costo aziendale si assume la retribuzione:

  • al lordo delle ritenute e dei contributi previdenziali e assistenziali;
  • comprensiva dei ratei del trattamento di fine rapporto, delle mensilità aggiuntive, delle ferie, dei permessi, maturati in relazione alle ore o alle giornate di formazione svolte nel corso del periodo d’imposta agevolabile;
  • al lordo di eventuali indennità di trasferta, erogate al lavoratore per attività formative svolte fuori sede.

Sono, inoltre, ammissibili anche le spese relative al personale dipendente, ordinariamente occupato in uno degli ambiti aziendali individuati nell’Allegato A della Legge di Bilancio 2018 e che partecipi in veste di docente o tutor alle attività di formazione ammissibili; in tal caso, le spese ammissibili non possono superare il 30% della retribuzione complessiva annua spettante al dipendente.

Nel caso in cui le attività di formazione siano erogate da soggetti esterni all’impresa si considerano ammissibili solo le attività commissionate a:

  • soggetti accreditati per lo svolgimento di attività di formazione finanziata presso la regione o la provincia autonoma in cui l’impresa ha la sede legale o la sede operativa;
  • università pubbliche o private o strutture ad esse collegate;
  • soggetti accreditati presso i fondi interprofessionali;
  • soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla norma Uni En ISO 9001:2000 settore EA 37;
  • gli Istituti tecnici superiori (ITS).

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione a partire dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento delle spese ammissibili, non può essere oggetto di cessione o trasferimento e non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile IRAP.

Viene semplificato l’accesso alla misura, con l’eliminazione dell’obbligo di disciplinare lo svolgimento delle attività di formazione in contratti collettivi aziendali o territoriali ai fini del riconoscimento dell’agevolazione.

Al credito d’imposta non si applicano i limiti generali e speciali di legge.

Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa devono risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti.

Per le imprese non soggette alla revisione legale dei conti, le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 5mila euro.

Ai fini dei successivi controlli, le imprese beneficiarie del credito d’imposta sono tenute a conservare una relazione che illustri le modalità organizzative e i contenuti delle attività di formazione svolte.

Al solo fine di consentire al MISE di acquisire le informazioni atte a valutare andamento ed efficacia della misura, le imprese che si avvalgono dell’agevolazione debbono effettuare una comunicazione al Ministero. Modello, contenuto, modalità e termini d’invio della comunicazione saranno stabiliti con apposito decreto.

Ad eccezione delle disposizioni relative ai contratti collettivi aziendali e territoriali continua ad applicarsi, in quanto compatibile, il decreto interministeriale del 4 maggio 2018.

Il beneficio è cumulabile con altre misure di aiuto aventi ad oggetto le stesse spese ammissibili, nel rispetto delle intensità massime di aiuto previste dalla normativa europea.

Autorizzazione di spesa pari a 150 milioni di euro per l’anno 2021.

  • Legge di Bilancio 2018 – Legge n. 205/2017 (art. 1, co. 46-56) – Introduzione della misura
  • Decreto interministeriale MISE, MEF, ‎MLPS del 04.05.2018 – Disposizioni attuative
  • Legge di Bilancio 2019 – Legge n. 145/2018 (art. 1, co. 78-81) – Proroga, rifinanziamento, modifiche
  • Accordo Interconfederale per la formazione 4.0 del 19.03.2019
  • Legge di Bilancio 2020 – Legge n. 160/2019 (art. 1, co. 210-217) – Proroga, rifinanziamento, modifiche
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